E’ tempo di mangiare il cane

Arriva dalla Nuova Zelanda una notizia davvero sconcertante: due architetti specializzati in vita sostenibile alla Victoria University di Wellington hanno pubblicato un libro dal titolo “E’ tempo di mangiare il cane. La vera guida alla vita sostenibile”. Sembra uno scherzo di Halloween, ma non lo è. Robert e Brenda Vale autori del testo hanno condotto una serie di analisi per cui cani, gatti e altri animali domestici come pesci, criceti e conigli aumentano il tasso d’inquinamento, oltre a portare malattie e a rovinare la fauna. I cani, in particolare, consumano molta energia e contribuiscono all’aumento della produzione di anidride carbonica. Gatti, criceti e pesci non sono da meno. I due ricercatori suggeriscono ai proprietari di animali domestici di modificare la dieta dei loro amici pelosi: meglio gli avanzi che le scatolette di carne. Gli architetti, infatti, hanno calcolato che un cane medio consuma all’anno 164 chili di carne e 95 chili di cereali, cioè 0,84 ettari di terreno necessario alla produzione.

Dello stesso avviso dei due ricercatori neozelandesi, è David Mackay, consulente del governo britannico per le nuove energie e professore di filosofia naturale al dipartimento di fisica presso l’Università di Cambridge. Il docente inglese sostiene che la scelta di prendere con sé un animale domestico deve essere vagliata attentamente, dato che l’animale consuma energia a scapito dell’ecosistema.

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