Educare cane e proprietario

Abbiamo intervistato Camilla, giovane educatrice cinofila di Let’s Dog sul rapporto uomo-cane. Dopo aver conseguito una laurea in filosofia con specializzazione in storia medievale, Camilla originaria di Mantova, ha scelto di seguire questa strada e si raccomanda: ’per fare felice il nostro amico a quattrozampe bastano tre parole: Comunicazione, Conoscenza, Rispetto’!

(Foto: Camilla in compagnia del suo cane Lyla)

Ha fatto della sua passione una professione, in che misura gli studi di filosofia l’aiutano nella funzione di educatrice cinofila?

Lo studio delle materie umanistiche fornisce sicuramente una discreta apertura e flessibilità mentale: doti necessarie nella relazione con le persone, nel mio caso specifico i proprietari di cani, con le quali è importante instaurare sin da subito un rapporto di fiducia reciproca. Inoltre, dal mio punto di vista, è indispensabile essere capaci di spiegare i diversi concetti (dietro al mio lavoro, oltre alla pratica, c’è anche tanta teoria) in modo da renderli interessanti e fruibili per chi mi sta davanti – persone sempre diverse, ovviamente: di sicuro l’aver dato tanti esami all’università mi ha aiutata sotto questo aspetto“.

Che testi di lettura consiglierebbe a chi possiede un cane?

“Un testo che consiglio a tutti i proprietari di cani è “Bastardo a chi?” di Roberto Marchesini (Fabbri Editori, 2007). Un libro per tutti, denso di consigli, suggerimenti e punti di vista per relazionarsi al meglio con il proprio cane.
Un altro testo importante che tutti i proprietari dovrebbero leggere è “L’intesa con il cane: i segnali calmanti” di Turid Rugaas (Haqihana 2007): fondamentale per comprendere quello che il nostro cane ci comunica e per farlo sentire capito”.

Quali sono i criteri-base e quanto esercizio occorre per educare un cucciolo?

L’educazione deve essere innanzitutto divertente, sia per il cane quanto per il proprietario. Per educare un cane è fondamentale essere coerenti, altrimenti il cane andrà in confusione, pazienti (cosa che ripeto sempre, arrabbiarsi non serve a nulla!), e infine autorevoli – non autoritari – perché il cane ci deve vedere come una guida a cui riferirsi. Spesso bastano pochi minuti al giorno, a seconda dell’età, tipo di cane, e obiettivi che si vogliono raggiungere“.

I cani sono stressati come le persone?

Si, anche i cani si stressano! Possono essere sotto stress a causa di una errata gestione, errori di comunicazione, metodi di training sbagliato e mille altri motivi. E’ logico che vivendo in un contesto urbano, un minimo di stress c’è sempre; l’importante è che il cane possa riuscire a smaltirlo e che non viva perennemente situazioni stressanti. Fondamentale è la conoscenza della comunicazione del cane, per capire all’istante se il cane si trova a disagio e agire di conseguenza per farlo sentire meglio. E’ importante ricordarsi che per stressarsi basta un attimo; per smaltire lo stress a volte sono necessari anche due giorni. Fate quindi attenzione a che tipo di situazioni fate vivere al vostro cane, evitate quelle che lo mettono troppo a disagio e preferite contesti in cui il vostro cane sia tranquillo“.

Perché la tenerezza non è uno strumento educativo?

“Dipende sotto quale aspetto si parla di tenerezza: se la si intende come ‘affetto’ allora è fondamentale; se viene invece intesa come “morbidezza”, nel senso di concedere tutto, non è funzionale all’educazione perché il cane ha bisogno di regole. Se lo premiamo e gratifichiamo in continuazione, per qualsiasi cosa, e non solamente per le cose giuste, il cane andrà in confusione e deciderà di autogestirsi senza più prestarci ascolto”.

Qual è il caso più difficile che ha affrontato finora?

Un giovane dobermann che aveva disimparato a comunicare perché veniva letteralmente assillato dai discorsi e dalla presenza incombente dei suoi proprietari. Era arrivato al punto di mordere i proprietari quando infastidito o stanco del loro contatto continuo, i suoi livelli di stress erano alle stelle“.

Le è capitato d’insegnare ai bambini come trattare il proprio cane?

Assolutamente sì. E’ molto divertente, perché se si riesce ad entrare in relazione nel modo corretto con loro, i bambini sono spesso degli osservatori più attenti dei loro genitori. E allora capita che sia il bimbo a ‘dare direttive’ al genitore e fargli notare se sta commettendo un errore.
Credo che per un bambino sia molto gratificante imparare a gestire il proprio cane nella maniera corretta: sviluppa un senso di responsabilità e una maggiore sicurezza in se stessi. E’ quindi molto importante che anche i più piccoli comprendano come ‘un cane vede il mondo’, quali sono le cose che gli piacciono e quali no, anche per prevenire incidenti domestici. Spesso tra cani e bambini si interpongono degli errori di comunicazione: il bambino deve imparare a rispettare il cane per essere a sua volta rispettato da esso
“.

Esistono cani più aggressivi di altri? Quanto influenzano i geni e quanto il contesto socio-educativo nel comportamento di un cane?

Credo che sia principalmente il contesto educativo nel quale cresce e vive il cane a influenzare il suo sviluppo emotivo e comportamentale. E’ innegabile che ci siano razze selezionate per scopi legati all’aggressività; tuttavia, dal mio punto di vista, molto anzi moltissimo dipende da come il cane viene cresciuto. Se c’è rispetto, anche il cane ci rispetterà. Spesso si pretende rispetto dal proprio cane quando noi per primi non lo rispettiamo: alziamo la voce, urliamo, minacciamo, usiamo le mani… Non mi meraviglio se un cane che viene picchiato prima o poi ripaga il proprietario con la stessa moneta. Ovviamente, c’è morso e morso come c’è razza e razza. Per questo è fondamentale, non mi stancherò mai di ripeterlo, essere il più rispettosi possibile dell’alterità del cane, imparando a comprenderlo nel suo essere diverso da noi. Diversità che non significa essere meno di noi: la diversità ci arricchisce“.

Ha in serbo qualche nuovo progetto?

Molti, a dire la verità! Sto collaborando con il Comune di Virgilio (MN) per proporre una serie di incontri formativi per i proprietari, per incentivare una seria cultura cinofila, che tenga conto non solo del proprio cane ma di tutti i cittadini. A settembre, nel Comune di Mozzecane (VR) si terrà una manifestazione cinofila con i medesimi obiettivi, dove avrò parte attiva nello spiegare ai proprietari come gestire al meglio il proprio cane. Credo sia fondamentale proporre l’idea di una “cittadinanza” del cane, anche con l’aiuto di progetti quali il Buon Cittadino a 4 Zampe (marchio registrato del Csen Settore Cinofilia): un progetto culturale il cui obiettivo è rendere il cane un valore sociale, rivalutare il rapporto uomo-cane e formare proprietari sempre più responsabili. A breve sarà pronto il campo di Let’s Dog! a Mantova, dove si potranno svolgere attività come l’agility, la mobility, la dog dance, classi di socializzazione, e tanto altro. L’obiettivo è creare un punto d’incontro per i proprietari, un luogo dove ritrovarsi e discutere delle proprie esperienze, per una crescita personale e nei confronti del proprio cane sempre maggiore”.

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