Francesco Facchinetti testimone di un atto di violenza su un cane.

Chi di noi non ama i propri cuccioli? Chiunque dà per scontato che vivere con un animale domestico significa prendersene cura e rispettarlo, come fosse un membro della propria famiglia.
In realtà ci dimentichiamo di frequente dell’altra faccia della medaglia: quante storie di abbandono, sofferenza e maltrattamenti subiscono i nostri amici a quattro zampe; spesso e volentieri sono proprio i loro padroni i colpevoli, quelle persone a cui rimangono accanto cosi lealmente e a cui regalano un affetto smisurato.
Un recente episodio di violenza ci viene raccontato da Francesco Facchinetti: una scena brutale quella che gli si è presentata mentre era al volante della sua auto giovedì 12 giugno.
Un uomo in strada stava percuotendo il suo cane.
La reazione del celebre cantante è stata immediata e brusca: in pochi istanti i due uomini hanno cominciato a picchiarsi.
“Occhio per occhio, dente per dente”, è la legge del taglione quella che ha spinto Facchinetti ad agire.
Come lui stesso ha poi dichiarato sui social, si è sentito in dovere di difendere l’animale e dare una lezione al padrone, usando la stessa punizione a cui ha sottoposto il cane.
Una scelta discutibile certo, l’uso della violenza non è mai giustificato; probabilmente sarebbe bastato denunciare il “carnefice” che avrebbe perso la custodia del cucciolo.
Tuttavia se pensiamo a quante persone in episodi del genere fingono di non vedere e si girano dall’altra parte, è ammirevole il gesto del cantante che ha dimostrato una sensibilità e un interesse per le condizioni dei più deboli non indifferenti.
La violenza sugli animali è ancora un fenomeno largamente diffuso, anche se è stato fatto tanto per impedire all’uomo di torturare queste creature.
In Italia la prima legge a tutelarli è del 20 luglio 2004: si tratta di una serie di disposizioni che vietano espressamente il maltrattamento, l’uccisione ingiustificata e il combattimento tra animali, per cui sono previste pene comprendenti periodi di reclusione e pagamenti di multe salatissime.
L’articolo 544 si adatta perfettamente all’episodio raccontato da Francesco Facchinetti:

“Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. [...]”
(Maltrattamento di animali, art 544-ter. Legge 189/04)

L’intero testo del decreto è facilmente consultabile online.
Una vicenda che ci porta a ribadire, ancora una volta, che fare del male agli animali o ignorare un episodio di violenza è sbagliato. Sono comportamenti incoerenti con la convinzione che l’uomo sia superiore ad altre forme di vita, perché privi di pietà e compassione, caratteristiche che ci rendono umani.

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