Doping e animali, Brambilla si scaglia contro la giostra della Quintana di Foligno.

Non c’è nulla di ‘culturale’ nel drogare, maltrattare e condurre alla morte un animale. Altro che tradizione, è solo una vergogna“, termina con parole durissime il comunicato stampa del Ministro on. Michela Vittoria Brambilla a proposito della giostra della Quintana di Foligno.

 

Pethotels vi esorta a leggere il testo:

 

“È davvero una vergogna quanto emerge dagli atti dell’inchiesta relativa alla Giostra della Quintana di Foligno, resi noti dalla stampa. Una realtà squallida e censurabile che, ancora una volta, vede gli animali vittime di abusi e maltrattamenti che non vogliamo trovino più alcuno spazio in un grande paese civile quale è l’Italia”. Così il ministro del Turismo, on. Michela Vittoria Brambilla, commenta le intercettazioni pubblicate il 3 novembre da alcuni quotidiani, relative al processo che si è celebrato nel capoluogo umbro.

 

“Purtroppo – spiega il ministro Brambilla – questo meschino episodio é solo l’ultimo di una lunga serie di analoghi accadimenti che offendono il grande sentimento di amore e rispetto degli animali e dei loro diritti, proprio della maggioranza degli italiani, e che, per la risonanza ad essi garantita all’estero, arrecano anche un grave danno all’immagine nazionale e al conseguente appeal turistico”.

 

“A quanti avevano criticato la mia decisione di non riconoscere alle manifestazioni popolari che vedono coinvolti animali, tra le quali la giostra della Quintana di Foligno, la possibilità di ottenere il prestigioso riconoscimento di “Patrimonio d’Italia per la tradizione”, che comporta una valorizzazione strategica anche a livello internazionale – continua il ministro – consiglierei di leggere anche solo il riassunto delle intercettazioni telefoniche che hanno portato il Tribunale di Perugia a condannare per doping dieci tra veterinari, fantini e gestori di scuderie, impegnati nella Giostra. Premesso che la responsabilità penale è personale, la sentenza e le intercettazioni confermano che questo tipo di competizioni sono caratterizzate da un’assoluta mancanza di rispetto nei confronti degli animali “utilizzati”, i cui diritti vengono sacrificati senza pietà, al solo obiettivo di conquistare il palio”.

 

“E’ questa mentalità – prosegue il ministro Brambilla – la causa principale e il filo conduttore non solo di questi illeciti, ma dei molti incidenti che hanno funestato palii e giostre nel nostro Paese e sono costati la vita a decine di cavalli negli ultimi anni. Vorrei ricordare che alle prove della Quintana di giugno è toccato alla purosangue di sei anni Estrada, mentre l’anno scorso si è dovuto abbattere, per frattura insanabile, un cavallo di quattro anni. Da tempo – prosegue – denuncio l’inadeguatezza e l’anacronismo di certi eventi che evidentemente non possono avere i requisiti per essere dichiarati ‘patrimonio d’Italia’. Non c’è nulla di ‘culturale’ nel drogare, maltrattare e condurre alla morte un animale. Altro che tradizione, è solo una vergogna”, conclude il ministro Brambilla.

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