Aumenta la presenza degli animali esotici nelle case degli Italiani, i medici veterinari sono chiamati a curare iguane, tartarughe e rettili. Ecco perché a Perugia si è discusso ampiamente di nuove prospettive. Il seminario, svoltosi all’Onaosi, con il titolo “L’animale esotico come pet: i rettili, nuove prospettive nella medicina veterinaria”, ha visto la partecipazione di numerosi medici e studenti, interessati ad acquisire maggiori competenze per la cura di questi animali.
Generalmente, i rettili cresciuti in cattività appartengono alla sottocategoria degli squamati e si dividono in Sauri (iguanidi, camaleontidi, gechidi) e Ofidi (pitonidi, boidi).
Forse il rettile più diffuso in cattività è l’iguana, per il suo carattere mansueto. L’animale cresce in fretta fino a raggiungere dimensioni di oltre 1 metro, si nutre di foglie, frutta, vegetali e insetti.

Le più frequenti patologie che colpiscono l’iguana sono le costipazioni intestinali e i problemi a muscoli e scheletro. Fra gli ofidi, il più diffuso in cattività è il pitone reale.
Questo animale notturno è molto timido, infatti ha l’abitudine di attorcigliarsi in forma sefrica nascondendo anche la testa.
Il pitone si nutre di topi e ratti, la frequenza dei pasti dipende dall’età del rettile (ogni 4-5 giorni per un bebè; ogni 5-10 giorni per un pitone giovane e ogni 15 giorni per un esemplare adulto.
Le malattie più comuni sono ustioni, dermatiti, anoressia, obesità , gastriti e esofagiti.



